Problematiche del distretto dento-facciale, il 15 settembre a Riccione si parla di approccio multidisciplinare

Tumore del cavo orale e apnee ostruttive del sonno sono le due patologie su cui Fondazione ANDI, e i componenti del suo CDA, ha scelto di impegnarsi per dare il proprio contributo nel sensibilizzare i cittadini sulle possibili problematiche legate al distretto dento-facciale e sulle modalità per prevenirle e affrontarle.

Lo fa da oltre dieci anni con l’Oral Cancer Day e, più recentemente, con un’ampia campagna di sensibilizzazione sui disturbi del sonno rivolta a colleghi e cittadini. Quest’anno però ha deciso di fare ancora di più con un appuntamento dal grande valore scientifico che si terrà il 15 settembre a Riccione nell’ambito del 62° Congresso Scientifico Nazionale ANDI. Si intitola Problematiche multidisciplinari del distretto dento-facciale: apnee ostruttive e tumori del cavo orale – Prevenzione e comunicazione al cittadino ed è la sessione di lavori, interamente promossa e organizzata dalla nostra Fondazione, in cui esperti di varie discipline si confronteranno su queste complesse patologie che interessano il cavo orale. A contrapporsi  saranno la professoressa Giuseppina Campisi, patologo/medico orale, vicepresidente SIPMO; il dottor Alessandro Corrado Casu, odontoiatra, specialista in ortognatodonzia, disfunzioni temporomandibolari, dolore orofacciale, apnee del sonno e russamento; il professor Aldo Bruno Giannì, direttore dell’Unità Operativa Complessa di chirurgia maxillo-facciale e di odontostomatologia Fondazione Ca’ Granda IRCCS Ospedale Maggiore Policlinico di Milano; il professor Lorenzo Lo Muzio, patologo/medico orale, presidente SIPMO; il professor Michele Mignogna, patologo orale, ricercatore Università degli Studi di Napoli Federico II; il professor Claudio Vicini, otorinolaringoiatra, direttore U.O. ORL e chirurgia cervico-facciale Ospedale G.B. Morgagni – L. Pierantoni di Forlì e il professor Carmelo Zappone, otorinolaringoiatra, presidente AIOLP.

Una scelta, quella di coinvolgere specialisti diversi, connaturata proprio alla complessità di queste patologie che, più di altre, devono prevedere la multidisciplinarietà come fondamentale punto di partenza per fornire al paziente risposte efficaci e una prassi terapeutica adeguata. Il coinvolgimento di figure specialistiche differenti – spiega il dottor Evangelista Giovanni Mancini, presidente di Fondazione ANDI – è una necessità che deve partire in primis dalla volontà e dalla capacità di noi medici di fare squadra e di creare quel team di lavoro in grado di rispondere in maniera vincente alle esigenze di chi si affida a noi. Per questo crediamo che l’appuntamento di Rimini possa essere un significativo momento di confronto e formazione che ci vede attenti alla salute delle persone e promotori di cultura all’interno della nostra associazione.

Se durante la giornata di lavori, in un originale innovativo format, gli specialisti saranno chiamati a rispondere tutti agli stessi quesiti medici, ciascuno esponendo il punto di vista della propria disciplina di riferimento, oggi abbiamo chiesto ad alcuni di loro quali siano invece gli obiettivi e le aspettative da un punto di vista specialistico-professionale e di comunicazione ai cittadini rispetto alle tematiche trattate nel convegno.

La prevenzione e la diagnosi precoce del tumore del cavo orale, primo fra tutti il carcinoma squamo-cellulare (CSC), – spiega la prof.ssa Campisi sono di fondamentale importanza per ottimizzare la prognosi e la qualità di vita dei pazienti che ne possono essere affetti. La sensibilizzazione e l’allenamento clinico degli operatori di I livello presenti sul territorio nei confronti del riconoscimento delle lesioni e dei sintomi precoci sono di fondamentale importanza per la riduzione del ritardo diagnostico. Allo stesso modo, le strategie preventive primarie devono essere attuate da tutti gli operatori sanitari e devono essere rivolte all’intera popolazione, indipendentemente dall’esposizione o meno ai fattori di rischio noti come consumo di alcol e tabacco e stili di vita predisponenti. Infine, la coordinazione multi-disciplinare del paziente è indispensabile per un approccio diagnostico e terapeutico più celere ed efficace possibile. Ben vengano quindi iniziative culturali e scientifiche, come quella di Fondazione ANDI, che in maniera innovativa, mette tutti intorno a un tavolo esperti di branche disciplinari diverse e interconnesse, ponendo a tutti noi le stesse domande al fine di chiarire diversità di opinioni e giungere a una risposta unica condivisa.

Nell’equipe multidisciplinare che si occupa di apnee ostruttive – a dirlo è il prof. Giannì, già a partire dalla diagnosi, deve essere presente anche il chirurgo maxillo-facciale perché il trattamento chirurgico, che consiste in un avanzamento maxillo-mandibolare, è l’unico che ha la capacità di agire a vari livelli di ostruzione rivelandosi estremamente efficace per trattare e risolvere questo disturbo. L’intervento ha infatti un’altissima percentuale di successo, intorno all’85-90%, con pazienti che successivamente non hanno più apnee o ne hanno di entità molto ridotta e non sono più costretti a dipendere dalla Cpap. È inoltre giusto che i cittadini sappiano che l’intervento non è particolarmente complesso, tanto da essere considerato di routine, ma che certamente deve essere eseguito da un chirurgo maxillo-facciale specialista in chirurgia ortognatica. 

Concorda il prof. Zappone: Nella gestione dei carcinomi del cavo orale l’approccio multidisciplinare è essenziale – E aggiunge: Per combattere adeguatamente questa patologia, in un bacino di 100.000 abitanti, sarebbe utile disporre di uno specialista (ORL, Odontoiatra, chirurgo maxillo-facciale) che possa effettuare le biopsie del cavo orale ed eventuale chirurgia terapeutica per i T1 e T2 del cavo orale; mentre per un bacino di 500.000 abitanti, sarebbe utile disporre di un centro di chirurgia del cavo orale, che possa trattare tutti gli stadi T1-T4 (chirurgia, RT, altro). In entrambe i casi la attesa massima dovrebbe essere di un mese e le prestazioni dovrebbero essere accreditate con il SSN.

L’incontro si svolgerà dalle 13.30 alle 18 nella Sala Polissena B del Palacongressi e prevede anche i saluti e un’introduzione a cura dei nostri rappresentanti istituzionali, il dottor Mancini oltre al dottor Gianfranco Prada, presidente nazionale ANDI, al dottor Aldo Nobili, vicepresidente nazionale ANDI, responsabile culturale del congresso scientifico e al dottor Nicola Esposito, segretario nazionale ANDI, responsabile del congresso scientifico.

Per iscriversi basta cliccare qui https://congressoscientifico.andi.it/iscrizione.

Per il programma completo cliccare qui http://fondazioneandi.org/62-congresso-scientifico-nazionale-andi/.

Per info segreteria@fondazioneandi.org oppure 02 30461080.