Stefano Mirenghi

Vicepresidente di Fondazione ANDI

Abbiamo fatto due chiacchiere con lui sulla Fondazione: ecco cosa ci ha risposto.

  • Sei vicepresidente di ANDI e di Fondazione ANDI e anche a te poniamo una domanda da cui non si può scappare: perché hai scelto di entrare in Fondazione ANDI? Qual è secondo te il valore aggiunto che le attività della Fondazione possono dare ai dentisti?

Da anni facevo parte di un associazione di volontariato internazionale, SOM. Con loro avevo partecipato a diverse missioni, in Brasile e Mozambico. Nel momento in cui ANDI ha deciso di creare una propria Fondazione è stato naturale il mio passaggio. La possibilità di conoscere e confrontarsi con realtà diverse.

 

  • Nel 2007 hai partecipato alla Missione Guatemala. Ci dici qual è il ricordo che porti nel cuore di quel periodo? E poi, visto che sta per partire la prossima missione: ti senti di dare qualche consiglio ai prossimi volontari?

Il mio ricordo più importante è vedere lo sguardo e il sorriso dei bambini che ho conosciuto e visitato durante la mia permanenza.

Il mio consiglio per i volontari delle future missioni è di ricordarsi sempre che siamo noi ad andare da loro. E siamo sempre noi a doverci adattare alla loro cultura, alla loro società e alla loro religione.

 

  • Sei stato il promotore di “Adotta Un Sorriso di un Bambino” a Carrara, la tua città. Come hanno reagito i cittadini a questa preziosa opportunità?

Hanno accolto la notizia con vivo apprezzamento per l’Associazione e la loro Fondazione: sicuramente un bel segnale riguardo all’opinione comune sulla categoria degli odontoiatri.

 

  • Tre aggettivi per raccontarti.

Diretto, collaborativo e caparbio.  

 

  • Tre parole per descrivere Fondazione ANDI.

Utile, disponibile e sensibile.  

 

  • Cosa vorresti riuscisse a fare Fondazione ANDI nei prossimi 3 anni?

Far capire all’interno di ANDI e all’esterno della associazione quanto stiamo facendo e quanto potremmo fare soltanto con il 5xmille.