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COVID-19, guida pratica alla gestione dello studio e dei pazienti odontoiatrici

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ECDC – European Centre for Desease Prevention and Control

In questo periodo di pandemia da Coronavirus SARS-Cov-2 è importante la divulgazione del maggior numero di informazioni e documenti istituzionali nazionali e internazionali. Esporre in maniera chiara e sintetica le procedure e i dispositivi di protezione da adottare all’interno degli studi odontoiatrici è questo l’obiettivo con cui è stato redatto “Prevenzione dell’infezione da COVID-19 e misure di controllo per l’assistenza primaria, compresi gli studi di medicina generale e di base, gli ambulatori odontoiatrici e le farmacie”, il rapporto tecnico stilato dall’ECDC (European Centre for Desease Prevention and Control), agenzia indipendente dell’Unione Europea attiva nella lotta alle malattie infettive e che opera con lo  scopo di rafforzare una rete di sorveglianza e di condivisione di informazioni nei e tra i Paesi membri.

Il documento, scaricabile qui nella sua versione originale e qui nella sua versione tradotta, e si rivolge agli operatori sanitari che lavorano negli studi e negli ambulatori di medicina generale, negli studi e ambulatori odontoiatrici e nelle farmacie, per fornire loro una guida pratica, efficace e condivisa sulle misure di prevenzione e di controllo delle infezioni utili per evitare il contagio da COVID-19. Per aiutarci a comprendere il documento e la sua necessità abbiamo interpellato tre autorevoli colleghi, sia per esperienza e rilevanza a livello internazionale sia per ruolo accademico. Si tratta del dottor Marco Landi, Presidente CED – Council of European Dentists e past President di Fondazione ANDI onlus; del dottor Edoardo Cavallé, Consigliere FDI – Federazione Dentale Internazionale (World Dental Federation) e della professoressa Giuseppina Campisi, Direttore Dipartimento “Discipline Chirurgiche, Oncologiche e Stomatologiche” dell’Università degli Studi di Palermo nonché Responsabile della U.O. di Medicina Orale Azienda Ospedaliera Universitaria (AOUP) “Policlinico P. Giaccone” di Palermo.

Il contesto in cui nasce la guida
Secondo gli ultimi dati disponibili (15 novembre) i casi di contagio da COVID-19 nei Paesi della UE/SEE e nel Regno Unito sono 10.560.273, di cui 265.184 i decessi. Punte oltremodo preoccupanti specchio di una situazione che, già da alcune settimane, ha reso necessario l’inasprimento delle misure di contenimento dell’epidemia da parte dei singoli Governi nazionali di tutto il continente. Questo, come ben sappiamo, nel nostro Paese ha comportato, a partire dal 6 novembre scorso, l’assegnazione a ogni regione di un colore, con relative norme e restrizioni, in base allo scenario di gravità e al livello di rischio. Un provvedimento che oggi, pur con la massima prudenza, fa parlare l’Istituto Superiore di Sanità di “chiara decelerazione della curva della trasmissibilità dell’infezione” per l’Italia, e così pare anche per l’Europa. Notizie che fanno ben sperare ma che sono ben lungi dall’annunciare una conclusione a breve termine sia delle limitazioni sia della pandemia. In questo contesto generale, pertanto, tutte le misure di prevenzione e di controllo delle infezioni restano di cruciale importanza per mitigare l’impatto sulla popolazione e per proteggere il funzionamento dei servizi sanitari, tra cui anche quelli odontoiatrici.
In questo 2020, la pandemia ha avuto una ricaduta notevole sull’odontoiatria e in tutta Europa, almeno per un periodo, le prestazioni sono state forzatamente limitate alle sole emergenze, determinando gravi compromissioni per la salute dei pazienti. Oggi però i dati a nostra disposizione dimostrano che, continuando come abbiamo sempre fatto ad adottare efficacemente i dispositivi di protezione individuale, l’infection rate degli studi dentistici è minimo e la nostra professione è altamente sicura per i pazienti e per tutto il personale. I dentisti europei – afferma il dottor Marco Landi – si sono da sempre impegnati a fornire un’igiene orale aggiornata, sicura e di alta qualità, oltre a ridurre al minimo i rischi legati alla cura orale. Dall’inizio della pandemia sono stati, insieme agli altri professionisti sanitari, in prima linea nel fornire terapie sicure ai propri pazienti, garantendo livelli di protezione altissimi. Per questo, e in considerazione del peggioramento che un ulteriore fermo all’attività odontoiatrica avrebbe sulla salute orale e generale dei cittadini, a oggi non c’è necessità che i dentisti interrompano il proprio lavoro e le terapie di routine. Il rapporto dell’ECDC, organismo che sta diventando sempre più importante tanto che nel nuovo piano per la cosiddetta “European Health Union” fornirà raccomandazioni ai Paesi dell’Unione, e a cui abbiamo portato il punto di vista della nostra categoria, rappresenta uno strumento di aiuto sostanzialmente valido per il proseguimento della nostra attività.
A completare la panoramica a livello globale di quanto a disposizione dell’odontoiatria per proteggersi e proseguire nel proprio impegno interviene il dottor Cavallé: Esistono diversi documenti che riguardano protocolli da seguire ma si riferiscono principalmente allo “Statement FDI” adottato dalla Assemblea Generale del settembre 2019 a San Francisco e relativo a “Infection Prevention and Control in Dental Practice”. Oltre alle comuni e conosciute procedure già in atto, in questo documento si evidenziano in particolare la responsabilità del dentista e dello staff da lui diretto su prevenzione, controllo e trasmissibilità delle infezioni nell’ambiente di lavoro nonché, a livello governativo, la necessità di concertazione dei protocolli e delle linee guida, sia nelle procedure che nell’uso dei DPI. Per far fronte all’attuale pandemia la Dental Practice Committee sta ora redigendo gli emendamenti del caso che dovranno essere votati e che riguardano per lo più alcune procedure come ventilazione dei locali, DPI e triage del personale e dei pazienti.
FDI ha inoltre dedicato al tema del contrasto alla pandemia un hub sul proprio sito dove si può trovare un’ampia documentazione scientificamente acclarata e ha organizzato un primo webinar in luglio, di cui sono stato relatore, a cui ne seguirà uno a dicembre.

Prima, durante e dopo la visita odontoiatrica
Il documento messo a punto dall’ECDC – spiega la prof.ssa Campisi – è composto da nove pagine dense di equilibrata, corretta e generale guida per la prevenzione del COVID-19 nell’attività sanitaria. È un vademecum duttile e applicabile ai diversi contesti perché è molto attento anche nel lasciare spazio all’interpretazione del singolo; il che non significa ovviamente adattare le indicazioni a proprio piacimento, bensì avere lo spazio per poterle riportare alla normativa nazionale vigente e allo stato di emergenza e necessità delle diverse realtà in cui gli operatori si trovano a lavorare.
Fatti salvi i principi essenziali che valgono a tutti i livelli di convivenza dall’inizio dell’emergenza, ovvero il distanziamento fisico, la rigorosa igiene delle mani e degli ambienti, l’uso della mascherina di tipo chirurgico, il rapporto dell’ECDC articola sostanzialmente in quattro fasi quanto occorre fare per garantire a pazienti e sanitari un accesso sicuro allo studio dentistico e alle cure. La prima fase è preliminare e riguarda l’organizzazione dello studio, le successive sovrintendono il prima, il durante e il dopo l’arrivo del paziente. Ciascuna norma va intesa come indicativa e personalizzabile in base alla contingenza.

Organizzazione dello studio
Tutto il personale impiegato negli studi odontoiatrici deve essere informato, formato e aggiornato sulle pratiche di igiene delle mani e di igiene respiratoria, sul corretto utilizzo dei DPI, sulle linee guida di distanziamento fisico, sulle pratiche di pulizia e disinfezione, oltre che su sintomi e modalità di trasmissione del COVID-19. Deve inoltre essere al corrente di tutte le procedure messe in atto all’interno della struttura per prevenire il contagio o da seguire in caso venga identificato un caso infetto.
Lo studio deve essere correttamente dotato degli appositi dispositivi utili a mantenere il distanziamento, come segnaletica a pavimento o cartellonistica, e a proteggere dalle goccioline respiratorie, come pannelli in vetro o materiale plastico. Devono inoltre essere predisposti tutti gli strumenti necessari a informare i pazienti sulle modalità di accesso allo studio e di protezione individuale.
I DPI dovrebbero essere disponibili in quantità e formati adeguati e si dovrebbe predisporre un piano per tracciare e controllare l’utilizzo delle forniture chiave, in modo da evitare un uso improprio o eccessivo di risorse potenzialmente limitate.

Prima dell’arrivo del paziente
Nelle aree a elevata possibilità di trasmissione di comunità di COVID-19 si potrebbe rendere necessario considerare il rinvio delle cure odontoiatriche di routine, a causa della possibilità di trasmissione da parte di pazienti asintomatici e presintomatici. Occorre inoltre verificare preliminarmente lo stato di salute del paziente e chiedere ai pazienti con sintomi compatibili con COVID-19 di evitare di recarsi in studio. Per questo tutti i pazienti dovrebbero essere sottoposti preliminarmente a triage in remoto. Si dovrebbe inoltre mettere a punto una procedura per i casi in cui un paziente si presenti nella struttura senza appuntamento o triage. Occorre poi chiarire che i pazienti non possono essere accompagnati, a meno che non sia strettamente necessario perché minori o non autosufficienti. Infine, si dovrebbero informare i pazienti riguardo ai segnali e ai sintomi di COVID-19 e si dovrebbero fornire loro informazioni a proposito delle misure per ridurre il rischio di infezione e come accedere in sicurezza allo studio.

Durante le cure
Quando si trovano in uno studio odontoiatrico e se ci sono altri in attesa, i pazienti dovrebbero sempre mantenere il distanziamento fisico di almeno 1,5 metri. Ancora meglio sarebbe la presenza in sala d’attesa di un unico paziente per volta.
I pazienti dovrebbero indossare una mascherina facciale non appena entrano nell’edificio e in tutte le aree comuni dello studio odontoiatrico.
Per il personale la dotazione di DPI raccomandata mentre si occupa dei pazienti comprende la mascherina chirurgica, occhiali di protezione o schermo facciale, guanti e camice idrorepellente a manica lunga.
Per quanto possibile, e se disponibili valide alternative, le procedure con generazione di aerosol, per esempio l’utilizzo di strumenti rotanti ad alta velocità, dovrebbero essere evitate. Quando però il trattamento non può essere rinviato, si può minimizzare il rischio con l’applicazione, per esempio, di un isolamento con diga in gomma, l’uso di aspiratori/suzione ad alto vuoto e una programmazione delle procedure con generazione di aerosol tale da consentire tempi e protocolli di pulizia adeguati.
Se durante le cure odontoiatriche si riscontrano sintomi compatibili con COVID-19 in un paziente, è necessario gestirlo conformemente alle linee guida nazionali o regionali per COVID-19.

Dopo che il paziente è uscito
Il personale deve rimuovere i DPI con attenzione, attenendosi alla sequenza e alla procedura corretta, dovrebbe quindi provvedere a un’accurata igienizzazione delle mani e alla disinfezione di attrezzature e materiali non monouso. Se è stata eseguita una procedura con generazione di aerosol, prima di accogliere un nuovo paziente è necessario ventilare l’ambiente, naturalmente o meccanicamente. Le superfici e gli oggetti che sono toccati di frequente dovrebbero essere puliti e disinfettati scrupolosamente prima di far entrare un nuovo paziente.