Venerdì 13 marzo 2026 si celebra la Giornata Mondiale del Sonno, una problematica spesso sottovalutata ma che può avere importanti ripercussioni sulla salute generale.
Spesso, all’origine dei disturbi del sonno è la Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno (OSAS), un disturbo caratterizzato dall’interruzione ripetuta della respirazione (apnee) durante il sonno, causata dal collasso delle vie aeree superiori.
Si tratta di uno dei disturbi del sonno più diffusi e sottodiagnosticati nei Paesi occidentali. In Italia si stima che la prevalenza di OSA moderata‑grave nella popolazione adulta sia compresa tra il 9% e il 27%, pari a circa 4–12 milioni di persone, ma alcune stime epidemiologiche indicano che oltre 12 milioni di italiani (circa il 27% degli adulti) potrebbero essere affetti da forme moderate o gravi di sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS).
Se si considerano anche forme lievi o subcliniche di disturbi respiratori del sonno, la quota di adulti che presenta episodi di apnea o ipopnea durante la notte può essere molto più elevata. In alcune analisi epidemiologiche fino al 54% della popolazione adulta presenta eventi respiratori notturni, anche se non sempre clinicamente rilevanti.
Nonostante la diffusione della patologia, il numero di diagnosi resta molto inferiore al numero reale di pazienti. In Italia solo circa 460.000–500.000 pazienti risultano diagnosticati con OSAS. Questo significa che solo circa il 4% dei casi stimati riceve una diagnosi formale. Ancora meno pazienti ricevono trattamento: circa 230.000 persone, pari a circa il 2% dei casi stimati.
La letteratura evidenzia inoltre una forte sottodiagnosi soprattutto nel sesso femminile: si stima che oltre il 90% delle donne e più dell’80% degli uomini con OSA non siano diagnosticati.
Le apnee ostruttive del sonno sono associate a numerose patologie croniche e rappresentano un importante fattore di rischio per malattie cardiovascolari, ipertensione arteriosa, ictus, diabete e sindrome metabolica. La sonnolenza diurna eccessiva aumenta inoltre il rischio di incidenti stradali e lavorativi.
L’OSA può colpire tutte le età ma è più frequente negli uomini, nelle persone con sovrappeso o obesità, nei soggetti con ipertensione o sindrome metabolica e dopo i 40–50 anni. L’incidenza aumenta con l’età e presenta un picco tra i 50 e i 55 anni.
Donne e apnee ostruttive del sonno
Le apnee ostruttive del sonno (OSA) sono spesso considerate una patologia prevalentemente maschile, ma le evidenze scientifiche indicano che il disturbo è diffuso anche tra le donne e presenta un alto livello di sottodiagnosi. In Italia la prevalenza stimata di OSA nella popolazione adulta è compresa tra il 9% e il 27%, pari a circa 4–12 milioni di persone. Applicando le stime epidemiologiche alla popolazione femminile, si ritiene che circa il 10% delle donne adulte possa essere affetto da apnee ostruttive del sonno.
La diagnosi rimane tuttavia rara: studi epidemiologici indicano che oltre il 90% delle donne con OSA non riceve una diagnosi. I sintomi femminili sono spesso meno tipici rispetto a quelli maschili e questo contribuisce al ritardo diagnostico.
• Prevalenza stimata nelle donne adulte: circa 10%
• Rapporto uomini/donne tra i casi diagnosticati: circa 3:1
• Donne con OSA non diagnosticate: oltre 90%
• Popolazione adulta italiana con OSA moderata‑grave: circa 4–12 milioni
Perché le apnee del sonno nelle donne vengono diagnosticate tardi
Le apnee ostruttive del sonno nelle donne sono frequentemente sottodiagnosticate o diagnosticate con ritardo. Uno dei motivi principali è che i sintomi femminili sono spesso diversi da quelli osservati negli uomini. Oltre al russamento e alle pause respiratorie notturne, molte donne presentano insonnia, affaticamento cronico, cefalea mattutina, difficoltà di concentrazione o alterazioni dell’umore.
Per molti anni l’OSA è stata considerata prevalentemente una patologia maschile e questo ha contribuito a una minore attenzione diagnostica nella popolazione femminile.
Inoltre gli ormoni femminili esercitano un effetto protettivo sulle vie aeree superiori: prima della menopausa il rischio è più basso, mentre dopo i 50 anni la prevalenza aumenta e tende ad avvicinarsi a quella maschile.
Segnali di apnee del sonno nelle donne da non sottovalutare.
I sintomi più comuni che possono indicare la presenza di apnee ostruttive del sonno nelle donne includono:
• russamento abituale o rumoroso
• stanchezza persistente durante il giorno
• insonnia o sonno frammentato
• cefalea al risveglio
• difficoltà di concentrazione o memoria
• sbalzi d’umore o irritabilità
La presenza di questi sintomi, soprattutto se associati a fattori di rischio come obesità, ipertensione o menopausa, può indicare la necessità di una valutazione specialistica del sonno.
Nella giornata del 13 marzo si svolgerà il webinar LA MARATONA DEL SONNO 2026: DORMI BENE, VIVI MEGLIO.
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