MOLTONI gianluca Questa mano ci aiuterà La telemedicina per aiutare i rifugiati

La telemedicina per aiutare i rifugiati

Un’App per garantire consulenza medica, anche specialistica, a quanti si occupano di accogliere profughi e migranti. È Emergenza medica online, il progetto di telemedicina della Onlus Emergenza Sorrisi – patrocinato dalla nostra Fondazione – presentato lo scorso 10 febbraio alla Camera dei Deputati all’interno del convegno “La salute dei nostri immigrati e profughi, valutazione cura e prevenzione”. In quell’occasione si è infatti ragionato della condizione sanitaria in Italia proprio in relazione ai migranti, con lo scopo di offrire spunti di discussione per come affrontare l’attuale emergenza e raccogliere esperienze e punti di vista diversi. All’incontro, organizzato dalla stessa associazione insieme all’Istituto italiano donazione (Iid), hanno partecipato altre organizzazioni impegnate sul fronte del volontariato medico e della migrazione: Comai, Uniti per Unire, Associazione dei Medici di Origine Straniera in Italia (Amsi), Migrantes, Medici in Africa. Per Fondazione ANDI c’era il nostro presidente, dott. Mancini.

Il progetto Emergenza medica online ha l’obiettivo di mettere a disposizione gratuitamente delle strutture che accolgono gli immigrati e i richiedenti asilo (Car, parrocchie, centri culturali ecc.), e dei singoli, un sistema di risposta medica poli-specialistica. Attraverso la condivisione online, il sistema offre la possibilità di chiedere consulti e visionare referti, esami e indagini diagnostiche, e prevede, nei casi più difficili, una visita nel centro ospedaliero più vicino, attraverso la geolocalizzazione delle strutture che aderiscono al progetto. I medici e gli specialisti – spiega il dott. Fabio Abenavoli, presidente di Emergenza Sorrisi – saranno disponibili a ricevere tutte le richieste che giungeranno dai centri di accoglienza e rispondere in tempo reale, offrendo una consulenza online che faciliti la diagnosi, la terapia e anche la prevenzione. Si tratta di un vantaggio notevole, considerando che i centri di accoglienza non dispongono di un’assistenza poli-specialistica.

Ancora una volta l’impegno dei nostri medici e volontari – prosegue Abenavoli – è messo al servizio dei nostri fratelli con maggiori necessità. In questo caso assisteranno i migranti che, in Italia e in Europa, sembrano rappresentare un problema ma che, al contrario, dovrebbero essere visti come amici bisognosi di assistenza e di sostegno nel momento di massima necessità.
Ai centri di prima accoglienza verranno dati smartphone e tablet già provvisti dell’App Emergenza medica online e saranno coinvolti nel progetto anche i medici di famiglia, le farmacie, le associazioni di medici – tra cui i dentisti volontari di ANDI – le società scientifiche ma anche mediatori culturali e medici stranieri.

Con l’AMSI – spiega il suo presidente, il prof. Foad Aodi, anche Focal Point per l’Integrazione in Italia per l’UNAOC, Presidente delle Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai) e membro della Commissione “Salute Globale” della Fnomceo – Federazione nazionale Ordine Medici e Odontoiatri – lavoriamo ormai da anni per trovare proposte e concretezza al fine di migliorare la salute globale. Emergenza Medica Online è un’estensione di questo lungo processo che necessita del coinvolgimento di tutti a favore della prevenzione e della vera identità culturale e sanitaria degli immigrati.
Non solo un progetto sanitario dunque ma anche un laboratorio dedicato all’integrazione.

Il progetto ha l’obiettivo di garantire il diritto alla salute e anche di sfatare i pregiudizi contro gli immigrati e il loro presunto ruolo di portatori di malattie. 426 convegni tenuti sulla materia ci hanno aiutato a capire che non è così, ma che i migranti si ammalano quando arrivano in Italia, a causa per lo più del cambiamento delle condizioni di vita, del clima, delle abitudini alimentari e della scarsa igiene dovuta a condizioni abitative precarie. Così il prof. Aodi che poi aggiunge: Servono più servizi, assistenza socio-sanitaria e ricerca per umanizzare il Sistema Sanitario Nazionale con una maggior collaborazione tra i professionisti della Sanità italiani e di origine straniera per tutelare il diritto alla salute di tutti.
Un esempio di quanto affermato dal prof. Aodi è il recente allarme scabbia, malattia non grave e, peraltro, endemica in Europa e in tutto il mondo, tanto che in Italia è già presente con circa 6.000 casi l’anno, soprattutto in ospedali e scuole, a prescindere, quindi, dai migranti.

Il convegno, dunque, oltre a illustrare l’utilissima App è servito soprattutto per chiarire che l’incontro di culture diverse è in realtà un’opportunità di dialogo, di accoglienza, di solidarietà e di apertura verso l’altro.

Per info sull’App potete contattare l’ufficio di Emergenza Sorrisi allo 06 84242799 oppure inviare un’email a info@emergenzasorrisi.it.