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Storie dal Ladakh – Missione 2017

La parola ai volontari

Nella newsletter di settembre vi abbiamo raccontato, attraverso le parole del coordinatore del progetto Ladakh – Piccolo Tibet, l’emozionante inaugurazione dell’ambulatorio odontoiatrico avvenuta alla presenza del XIV Dalai Lama.

In questa edizione vogliamo dare voce a tutti i volontari, quest’anno sono stati ben 19, che hanno scelto di dedicare le proprie vacanze estive per portare avanti con impegno e determinazione questo importante progetto.

Ripercorriamo attraverso le loro testimonianze alcune tappe dell’intensa missione 2017 durata complessivamente tre mesi, da giugno a settembre.

 

Un paesaggio amico

Ai primi medici arrivati nella regione spetta il fondamentale compito di predisporre il presidio sanitario. A raccontarlo è la dott.ssa Barbara Pianini di Andi Massa-Carrara, partita per il Ladakh insieme al dott. Francesco Musci di Andi Bari.

Dovevamo impegnarci a organizzare i gabinetti odontoiatrici: pulire, sanificare, stoccare strumenti e materiali. Ognuno di noi, infatti, è partito con un bagaglio di 23 chili pieno di materiale odontoiatrico e il lavoro da fare era davvero molto. Allo stesso tempo abbiamo cercato, per quanto possibile, di far fronte alle necessità di cura delle persone che sapevano di trovarci a Padum. È stata una missione emozionante e impegnativa, specie per le condizioni climatiche. Ci siamo confrontati con difficoltà e imprevisti ma non dimenticherò mai la gratitudine dei pazienti e le lunghe passeggiate nella spettacolare valle del Zanskar, circondata da campi che formano l’altopiano e corollata da vette ancora innevate, che riuscivano a infondermi serenità ed energia, a ogni inizio e fine giornata.

 

Parole d’ordine: solidarietà e partecipazione

Grazie alla prima messa a punto dell’ambulatorio odontoiatrico, un nuovo gruppo di volontari può dedicarsi alla cura dei numerosi pazienti. Tra loro il dott. Massimo Molteni di Andi Como-Lecco e i dottori Fabio Giboli e Alessandro Coppola di Andi Varese.

Dal primo momento in cui ho messo piede in Ladakh – racconta il dottor Fabio Giboli – sono rimasto profondamente colpito dallo spirito di solidarietà riscontrato nelle persone. Mi piace ricordare qui un piccolo aneddoto: io e il mio gruppo, durante uno spostamento in jeep per raggiungere l’ambulatorio, siamo incappati in un piccolo incidente. Rimasti bloccati per strada a causa di una ruota bucata, prima ancora di capire come sbrogliarci da questa situazione, siamo stati soccorsi da una persona del posto che, senza batter ciglio e come se fosse la cosa più normale del mondo, ha sostituito la nostra ruota offrendoci, senza chiedere nulla in cambio, il suo ruotino. Incredibile immaginare qualcosa del genere su una delle nostre strade!

Quello che rammenterò di questa missione sono l’accoglienza e la gratitudine che abbiamo sempre ricevuto. Credo che proprio quelle abbiano rafforzato il nostro impegno e la nostra volontà di aiutare questa gente, così io e i miei colleghi “ci siamo rimboccati le maniche” e in 10 giorni abbiamo visitato circa 250 persone, per la maggior parte bambini, ed effettuato 170 prestazioni.

Un aspetto che ho apprezzato particolarmente – aggiunge il dott. Massimo Molteni – è stato lo spirito di collaborazione e cooperazione che si è creato tra noi di Fondazione ANDI e i locali. Abbiamo sempre cercato di lavorare nel rispetto della cultura del posto riscontrando voglia di ascoltare e imparare. Anche i bambini, che ci piaceva coinvolgere con escamotage divertenti, uno dei loro preferiti era gonfiare e dipingere i guanti da lavoro, erano incuriositi e affascinati da questi medici arrivati da così lontano. Ricordo, per esempio, che i ragazzi di una scuola fuori Padum, rimasero talmente colpiti dalla lezione sull’igiene orale e dal kit spazzolino e dentifricio, che non smettevano più di lavarsi i denti, anche per strada.

 

Il fascino misterioso di Phunktal

Il dott. Tommaso Guidetti di Andi Reggio Emilia e la dott.ssa Anna Bastianetto di Andi Treviso, insieme agli altri volontari della penultima missione, tra cui anche la dott.ssa Laura Crinelli di Andi Ancona, ricordano con particolare emozione l’esperienza con i piccoli monaci di Phunktal.

La nostra squadra – racconta il dott. Guidetti – è partita “gambe in spalla”, in un impegnativo percorso di trekking, accompagnata da tre cavalli, che trasportavano il materiale necessario, per arrivare fino a Phunktal. Il viaggio è stato lungo 16 km tra montagne e strapiombi, faticoso per il fiato corto dovuto all’altitudine, affascinante per le persone e il paesaggio incontrati ed estremamente gratificante alla fine quando ci siamo trovati di fronte a uno spettacolo maestoso: un antichissimo monastero incastonato all’interno di una grotta naturale. Oltre all’incredibile fascino del luogo siamo stati sopraffatti dall’emozione nel vedere chi lo abita: una trentina di piccoli monaci di età compresa per lo più tra 6 e 15 anni.

Qui un Lama ci ha accolto e offerto la Sala delle Preghiere per allestire il nostro ambulatorio, quindi, rigorosamente a piedi scalzi, abbiamo visitato i piccoli monaci, e – come ricorda la dott.ssa Bastianetto –  è stato provvidenziale l’aver portato con noi un mini riunito che ci ha permesso di effettuare una quindicina di estrazioni. È difficile spiegare cosa significa aver avuto la possibilità di visitare e portare assistenza al monastero Phunktal, uno dei luoghi più remoti e affascinati del mondo abitato da una piccola comunità pura e amorevole.

Ho fatto altre missioni in diversi Paesi ma questa in Ladakh è stata un’esperienza nuova. Un viaggio in un mondo unico, “fuori dal tempo”, dove le persone vivono in sintonia con una natura spesso ostile e per questo meritano un profondo rispetto. Sapere di fare del bene mi rendeva felice ma, allo stesso tempo, provavo un po’ di sconforto nel constatare che, nonostante il grande impegno di tutti noi, ci sia ancora molto da fare dal punto di vista odontoiatrico. Per questo ho escogitato un piccolo trucco per far vedere ai bambini, in modo chiaro e coinvolgente, gli effetti di una buona igiene orale: mostrando loro una foto della bocca “prima e dopo”.

 

Ci rivediamo il prossimo anno?

La staffetta della solidarietà dei volontari ANDI si chiude con il gruppo costituito dai dottori Mirca Pivetta e Giuseppe Frittitta di Andi Treviso e il collega il dott. Stefano Brucoli di Andi Firenze.

L’impatto con la regione, dal punto di vista fisico, – spiega il dott. Brucoli – è stato difficile, almeno inizialmente. Al contrario, relazionarmi con le persone, specie con i più piccoli, è stato semplice e naturale. Quindi, tenendo conto del grado di urgenza, ho cercato di dedicare tempo e assistenza al maggior numero possibile di persone.

Una volta arrivati a Padum – prosegue la dott.ssa Pivetta – abbiamo portato avanti l’attività dell’ambulatorio e abbiamo riscontrato una risposta positiva al nostro lavoro. Gli abitanti del luogo si rivolgevano spontaneamente a noi poiché avevano imparato a riconoscere e a fidarsi dei dentisti italiani. La soddisfazione più grande è stata sentirsi chiedere se saremmo ritornati il prossimo anno!

I consiglieri, lo staff di Fondazione e il suo presidente vogliono esprimere la più sincera gratitudine a tutti i volontari che con perseveranza e professionalità hanno concorso a rendere questa missione 2017 particolarmente significativa.

Grazie di cuore, perché Fondazione ANDI siete voi!

Un sincero ringraziamento anche ad ANDI Cremona, ANDI Treviso e ANDI Massa Carrara per le generose donazioni elargite.

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